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Diavolo
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Nelle mweareligioni il mweqdiavolo (o mwegdemonio o mwewmaligno) è un'mwfaentità spirituale o soprannaturale essenzialmente mwfqmalvagia, distruttrice, mwfgmenzognera o contrapposta a mwfwDio, all'mwgaangelo, al mwgqbene e alla mwggverità.
Nel linguaggio poetico e letterario, il termine "mwjademone" è usato talvolta col significato di "diavolo" o "demonio"cite-ref-1[1] anche perché il plurale è simile (demòni - dèmoni) e le traduzioni dall'inglese rendono "demon" con "demone" anziché "demonio".cite-ref-2[2] Come affermano molti padri della Chiesa cattolica il diavolo cerca di indurre l'uomo al male, vuole distruggere il pianeta Terra e vuole sottomettere l'uomo a se stesso togliendolo dalla grazia di Dio che lo ha creato. Questo lo fa per invidia del rapporto che c'è tra Dio e l'uomo che è un rapporto di amore e di amicizia quindi il diavolo tenta di distruggere l'uomo con le stesse cose che lui stesso gli offre. Come dice Padre Livio Fanzaga di Radio Maria rivolgendosi agli uomini impenitenti, il diavolo vi distrugge con quello che vi offre.
Contents
• Induismo
• Ebraismo
• Islam
• Bahaismo
• Spinoza
• Kant
• Demoni
• Titoli
• Cinema
• Note
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Etimologia
• Il termine "diavolo" deriva dal mwmqlatino tardo mwmgdiabŏlus, traduzione fin dalla prima versione della mwmwVulgata (fine IV - inizio V secolo d.C.) del termine mwnagreco Διάβολος, mwnqdiábolos, ("dividere", "colui che divide", "calunniatore", "accusatore"; derivato dal greco -mwngδιαβάλλω, diabàllo, mwnwcomposizione di mwoadia "attraverso" mwoqbàllo "getto, metto"cite-ref-etp-3-0[3], indi mwpggetto, caccio attraverso, mwpwtrafiggo, mwqametaforicamente anche mwqqcalunniocite-ref-4[4]). Nell'mwrwantica Grecia διάβολος era un aggettivo denotante qualcosa, o qualcuno, calunniatore e diffamatorio; fu usato nel mwsaIII secolo a.C. per tradurre, nella mwsqSeptuaginta, l'ebraico mwsgŚāṭāncite-ref-5[5] ("avversario", "nemico", "colui che si oppone"cite-ref-busi-6-0[6], "accusatore in giudizio", "contraddittore"cite-ref-sem-7-0[7]; reso negli scritti cristiani come mwvwSatanas e qui inteso come "avversario, nemico di mwwaDio").
• Il termine "demònio" deriva dal latino tardo mwwwdaemonium, traslitterazione del greco δαιμόνιον, mwxadaimónion, (sempre dal greco δαιμόνιος, mwxqdaimónios, "appartenente alla Divinità", "che è in rapporto con un δαίμων", "ammirabile", "sorprendente"cite-ref-8[8]) e quindi collegato a δαίμων, mwygdáimōncite-ref-9[9], il cui significato originario in lingua greca è quello di mwzwdemone, entità soprannaturale "neutra", che poteva cioè essere sia benevola sia malevola nei confronti degli uomini. Solo col cristianesimo assunse esclusivamente un significato negativo. Infatti tale termine greco nel mwaaNuovo Testamento è presente sia con l'originale senso neutro di 'divinità'cite-ref-ddd-10-0[10], sia con quello di mwbqangelo cadutocite-ref-11[11]. Già nella Septuaginta, e in altre traduzioni dall'ebraico al greco, tale termine occorreva a indicare l'ebraico שְׂעִירִ֖ים (mwcwśe'îrîm: capre selvatiche, →satiri, capre demoni), צִיִּים֙ (mwdasiyyim: dimoranti del deserto, bestie selvatiche), אֱלִילִ֑ים ('mwdqelilim: idoli), שֵּׁדִים֙ (mwdgšēdîm, mwdwshedim: spiriti tutelari, idolocite-ref-12[12]), גָּד (Gad: nome ebreo di un dio della Fortuna)cite-ref-ddd-10-1[10] e יָשׁ֥וּד (mwgayâšûd: devastare, il devastatore)cite-ref-13[13].
Nelle religioni
Zoroastrismo
Angra Mainyu ("Spirito del Male") è lo spirito malvagio e distruttore, l'avversario di mwlqSpenta Mainyu ("Santo Spirito"; mwlgpahlavico Spentomad) lo spirito santo del Bene e guida degli "mwlwangeli" indicati come mwmaAmeša Spenta. L'origine di Angra Mainyu è dibattuta dagli studiosi. Alcuni lo intendono una creatura spirituale celeste del Dio unico creatore mwmqAhura Mazdā e a lui successivamente ribellatasi per libera scelta.
«La teologia di Zarathustra non è 'dualista' in senso stretto, poiché Ahura Mazdā non è messo a confronto con un 'anti-dio'; l'opposizione si esplicita, all'origine tra i due Spiriti. D'altra parte è più volte sottintesa l'unità tra Ahura Mazdā e lo Spirito Santo (
Y
.,43:3; ecc.). Insomma il Bene e il Male, il santo e il demone procedono entrambi da Ahura Mazdā, ma poiché Angra Mainyu ha scelto liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, il Signore non può essere considerato responsabile della comparsa del Male.»
(Mircea Eliade. Zarathustra e la religione iranica in Storia delle credenze e delle idee religiose vol.I. Milano, Rizzoli, 2006, pag.331 e pag.337)
«Non è necessario attribuire ad Ahura Mazdā la paternità dello Spirito Distruttore. Come ha suggerito Gershevitch, basta pensare che il Signore Saggio abbia generato lo Spirito, probabilmente sotto forma di due Spiriti (diremmo noi); ma questi si sono differenziati soltanto- e qui sta il punto fondamentale- per loro libera scelta»
(Jacques Duchesne-Guillemin. L'Iran antico e Zoroastro in Storia delle religioni (a cura di Henri-Charles Puech) vol.2. Bari, Laterza, 1977, pag. 146)
Altri studiosi lo intendono invece come un essere originario contrapposto fin dall'inizio dei tempi al Dio unico Ahura Mazdācite-ref-14[14].
«Come si è detto, è certamente il dualismo -un dualismo eminentemente etico- il tratto più caratteristico ed originale del pensiero di Zoroastro. Esso ne completa, quasi giustificandola sul piano logico, la visione tendenzialmente monoteistica. [...] In realtà l'insegnamento gathico dev'essere propriamente definito dualistico nella sua ispirazione di fondo: esso si presenta come un "monoteismo dualistico" in cui il potere divino è limitato, per così dire, dalla presenza del Male su un piano che precede e trascende quello della vita materiale, che da tale presenza è a sua volta pesantemente e drammaticamente condizionata.»
(Gherardo Gnoli. Le religioni dell'antico Iran e Zoroastro in Giovanni Filoramo (a cura di) Storia delle religioni vol.1 Le Religioni antiche. Bari, Laterza, 1994, pag.400)
Studiosicite-ref-15[15] ritengono che la figura di Angra Mainyu sia equivalente alla figura abramitica di mwpwSatana; Nella più antica religione Mazdeista infatti, mwqaAngra Mainyu era l'angelo caduto che scelse liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, divenendo un'entità malvagia e distruttrice, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Daeva) e contrapposti al Dio unico (chiamato Mazda) che viene assistito dai suoi 7 angeli del bene (spiriti santi il cui capo è Spenta Mainyu e gli altri 6 sono chiamati mwqqAmeša Spenta), e nello stesso identico modo nella successiva religione ebraica Satana era l'angelo caduto, divenendo un'entità malvagia, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Demoni) e contrapposti al Dio unico (chiamato Yhwh) che viene assistito dai suoi mwqg7 angeli del bene (con mwqwMichele alla guida di altri 6) evidenziando il fin troppo ovvio spunto che la popolazione ebraica aveva tratto nel periodo dopo il ritorno dall'esilio in mwraBabilonia (VI secolo a.C.).
Induismo
A differenza del Cristianesimo, dell'Islam, e dello Zoroastrismo, l'mwrwInduismo non riconosce alcuna forza o entità malvagia principale come il Diavolo in opposizione a Dio. L'Induismo riconosce però che esseri ed entità differenti (ad esempio, gli mwsaAsura) possano compiere atti malvagi, sotto il dominio temporaneo del mwsqguṇa chiamato mwsgtamas, e causare sofferenze agli uomini. Le guna rajasica e tamasica del mwswMaya sono considerate molto vicine al concetto abramitico, ovvero come le porzioni diaboliche dell'Illusione Definitiva chiamata "Prakriti". Una rappresentazione di ciò è il concetto di Advaita (non-dualismo) dove non si distinguono il bene e il male ma semplicemente differenti livelli di comprensione.
D'altra parte nell'Induismo, che dà assai spazio al contrappunto, esiste anche la nozione di mwtqdvaita (dualismo) in cui c'è un'interazione tra le tendenze buone e quelle malvagie.cite-ref-16[16] Un Asura importante è Rahu le cui caratteristiche sono simili a quelle del Diavolo Tuttavia, gli Indù, e i mwuwVaishnava in particolare, credono che un avatar di mwvaVisnù si incarni per sconfiggere il male quando raggiunge la sua massima potenza. Il concetto di mwvqGuṇa e mwvgKarma spiegano inoltre il male come un grado, piuttosto che come l'influenza di un diavolo.
Per essere più specifici, la filosofia Indù indica che l'unica cosa esistente (Verità) è il Dio Onnipotente. Così, tutte le tendenze degli mwwaasura sono inferiori e la maggior parte esiste solamente come illusione nella mente. Gli Asura sono anche persone differenti in cui cattive motivazioni e intenzioni (mwwqtamas) hanno temporaneamente soppiantato quelle buone (mwwgSattva). Esseri diversi come mwwwsiddha, mwxamwxqgandharva, mwxgmwxwyaksha e altri vengono considerati entità a differenza dell'umanità, e in qualche modo sono superiori agli uomini.
Nell'mwyqAyyavazhi, ufficialmente un ramo dell'Induismo prominente a mwygTamil Nadu (uno Stato meridionale nell'India con retaggio mwywDravidiano), i seguaci, a differenza di molte altre correnti dell'Induismo, credono in una figura simile a mwzaSatana, Kroni. Kroni, secondo gli Ayyavali è la manifestazione primordiale del male e si manifesta in svariate forme, come ad esempio, mwzqRāvaṇa, mwzgDuryodhana, ecc., in diverse epoche o mwzwyuga. Di contro a questa manifestazione del male, i fedeli della religione ayyavaliana credono che Dio, come mw0aVisnù si manifesti nei Suoi mw0qavatar quali mw0gRāma e mw0wKrishna per sconfiggere il male. Infine, Ekam con lo spirito (lo spirito assunto da Narayana solo per incarnarsi nel mondo) mw1aNārāyaṇa si incarna nel mondo come Ayya Vaikundar per distruggere la manifestazione ultima di Kroni, Kaliyan.
Kroni, lo spirito di mw1wKali Yuga viene considerato onnipresente in questa epoca e si crede sia una delle ragioni per cui i seguaci dell'Ayyavalismo, come la maggior parte degli Indù, ritengano che l'attuale yuga, Kali Yuga, sia così degradata.
Buddhismo
Una figura simile a quella del diavolo nel Buddismo è mw2gMara. Egli è un tentatore, che ha tentato anche mw2wGautama Buddha cercando di sedurlo con la visione di mw3abellissime donne che, in varie leggende, sono spesso riconosciute come le figlie di Mara. Mara personifica l'incapacità, la "morte" della vita spirituale. Egli cerca di distrarre gli uomini dal praticare una vita spirituale rendendo il noioso allettante o facendo sì che il negativo sembri positivo. Un'interpretazione di Mara è che esso rappresenti la personificazione dei desideri malsani della mente umana, impedendone la visione della mw3qverità. In un certo senso, quindi, Mara non è soltanto un'entità sovrannaturale a sé stante, ma è parte integrante dell'essenza stessa di una persona, che deve essere sconfitta.
Ebraismo
Nell'mw4aEbraismo non esiste il concetto di diavolo come nel mw4qCristianesimo o nell'mw4gIslam. In mw4webraico, il termine biblico mw5aha-satan (שָׂטָן) significa "l'avversario"cite-ref-17[17] o mw6ql'ostacolo, o anche "l'accusatore in giudizio, contraddittore"cite-ref-sem-7-1[7] (sottolineando così che Dio viene visto come il mw7gGiudice finale).
Nel mw8amw8qLibro di Giobbe (Iyov), mw8gha-satan è la qualifica, non il nome proprio, di un mw8wangelo sottomesso a Dio: egli è il capo-accusatore della corte divina. Dopo che Dio fa notare la devozione di mw9aGiobbe, mw9qha-satan chiede il permesso di mettere alla prova la sua fede. A quest'uomo retto vengono sottratte la famiglia, le proprietà, e in seguito, la mw9gsalute, ma rimane ancora pieno di fede verso Dio. Alla fine di questo libro Dio appare come un mulinello d'aria, spiegando a tutti che la giustizia divina è imperscrutabile. Nell'mw9wepilogo vengono restituiti a Giobbe i suoi averi ed egli ha una seconda famiglia per "rimpiazzare" la prima che era deceduta.
Nella mw-qmw-gTorah, mw-wha-satan viene menzionato diverse volte come tentatore. L'occasione principale è durante l'incidente del mw-avitello d'oro: come fonte dell'inclinazione malvagia del popolo, o mw-qyetser harah, è responsabile per la costruzione da parte degli Israeliti del mw-gvitello d'mw-woro mentre mwaqaMosè era sul mwaqeMonte Sinai a ricevere la mwaqimwaqmTorah da Dio. Nel libro delle mwaqqmwaquCronache, mwaqyha-satan incita mwaqcDavide a un mwaqgcensimento illegale.
Di fatto, il mwaqomwaqsLibro di Isaia, Giobbe, mwaqwmwaq0Qoelet e mwaq4mwaq8Deuteronomio hanno tutti passi in cui a Dio viene attribuito l'esercizio del controllo sovrano sul bene e sul male, esattamente come nel Cristianesimo in cui Satana è tentatore ma non ha alcuna funzione coercitiva sull'uomo che è libero di dannarsi come di salvarsi.
Gli mwareEsseni vedono il mondo come terreno di lotta tra i figli della luce e i figli delle tenebre, teorizzando la mwarimagia angelica. Nel mwarmLibro dei Giubilei le teorie sulle schiere angeliche, sui nomi degli angeli, sulle loro funzioni, hanno un posto di rilievo. Soprattutto, nella loro mwarqteologia, agli angeli è riservato un ruolo importante nella guerra contro i figli delle tenebre, capeggiati da mwaruBelial.cite-ref-18[18]
Giudaismo ellenistico
La mwarwmwar0versione dei Settanta utilizza la parola mwar4diabolos al posto di mwar8ha-satan in due casi, entrambi riguardanti gli esseri soprannaturali:
mwasimwasmGiobbe 1:6 "Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e mwasqil diavolo venne anch'egli in mezzo a loro."
mwasymwascZaccaria 3:1 "Poi il Signore mi fece veder Giosuè, sommo sacerdote, che stava ritto in piè davanti all'mwasgAngelo del Signore; e mwaskil diavolo stava alla sua destra, per essergli contra, come parte avversa."
Ma quando la parola ebraica mwasssatan si riferisce a un essere umano, è trascritta (σαταν), e non tradotta (διάβολος):
1 Re 11:23 "Iddio suscitò un altro mwas4satan (σαταν) a mwas8Salomone: Rezon, figliuolo d'Eliada, ch'era fuggito dal suo signore Hadadezer, re di Tsoba."
Questa distinzione si riscontra in altri testi ebraici.
Cristianesimo
Secondo la mwat0dottrina cristiana il Diavolo è noto anche con il nome di mwat4Satana e talvolta come mwat8Lucifero, sebbene la maggior parte degli studiosi riconoscano che il riferimento in mwauaIsaia 14,12cite-ref-19[19] a Lucifero, o la Stella del Mattino, sia in relazione al re babilonesecite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]. La teologia cattolica lo descrive come un essere che odia la Creazione e tutta l'umanità operando con menzogne e false promesse affinché l'essere umano rinunci alla sua figliolanza divina, al suo legame con Dio.
Altri cristiani (ad esempio i cristadelfiani) pensano che il diavolo nella Bibbia si riferisca figurativamente al peccato e alla tentazione umani e a qualsiasi sistema umano in contrapposizione a Dio.
Nel cattolicesimo il Diavolo viene identificato con il serpente nel mwavcGiardino dell'Eden, con il dragone nell'mwavgmwavkApocalisse di Giovannicite-ref-23[23], e con il tentatore dei mwav4mwav8Vangelicite-ref-24[24]. È menzionato più frequentemente nei Vangeli, specialmente in riferimento a colui che operò per la crocifissione di mwawqCristo.
Sulla personalità e azione del diavolo è interessante quanto mwawyGabriele Amorth, decano degli esorcisti della Chiesa cattolica, ricava dalle sue esperienze dirette: da esse, e da analoghe presentazioni di altri autori, emerge il pensiero cattolico circa il diavolo: ente mwawcpersonale che influisce nella vita di ogni uomocite-ref-25[25]cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]cite-ref-28[28].
Nel mwaxkCommento alle sentenze e nella mwaxoSomma teologica di sant'mwaxsAlberto Magno i demoni sono descritti come angeli caduti ed entità corporee prive di mwaxwanima.cite-ref-29[29]
Il diavolo {{senza fonte|(scritto con l'iniziale maiuscola perché è un [[nome proprio]] di persona)}} è uno spirito che tiene incatenati agli Inferi le persone che sono in stato di mwayipeccato mortale. Gesù infatti dice: "chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde" mwaym12, 30cite-ref-30[30]. Le persone che perseverano in questo stato fino alla morte sono condannate al supplizio eterno (cite-ref-31[31]parte 3, articolo 8, sezione 4 versetto 1861) e vengono punite per sempre dal diavolo e dai suoi seguaci all'inferno (mwaywSan Tommaso d'Aquino, mway0mway4Summa Theologica, supp. III, argomento 97). Al diavolo è stato dato un potere enorme in questo mondo principalmente sulla morte (Concilio di Trento, Sess. 5a, Decretum de peccato originali, canone 1: DS 1511) mway82,14cite-ref-32[32], secondo le parole di San Giovanni: "Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" mwazq5,19cite-ref-33[33]. Il Signore infatti si è incarnato proprio per distruggere le opere del Maligno mwazk3,8cite-ref-34[34].
Il demonio preferisce agire nell'ombra senza farsi scovare perché appena viene scovato e individuato il suo potere può essere facilmente indebolito o annullatocite-ref-35[35]. Per fare ciò il suo modo di operare preferito è la tentazione, la quale si presenta agli occhi dell'uomo sempre come una cosa attraente e "desiderabile per acquistare saggezza" mwaam3,6cite-ref-36[36]. Infatti essendo uno spirito può manifestarsi in parole, pensieri o atti contrari alla legge di Dio e all'insegnamento di Gesù (San Tommaso d'Aquino, mwaagSumma theologiae, I-II, q. 71, a. 6: Ed. Leon. 7, 8-9). Nella maggior parte dei casi preferisce lasciare le sue vittime libere di operare nel mondo per spargere la zizzania mentre perseguita e tenta particolarmente quelli che si sono decisi per Dio e per i suoi comandamenti come spiega San Giovanni nelle sue lettere.
Sull'origine del diavolo nelle credenze cristiane compie una disamina non cristiana lo storico francese mwaaoGeorges Minois nel suo saggio mwaasLe diablecite-ref-37[37]. Minois sottolinea che l'immagine del diavolo è indissolubilmente legata al concetto di "agonismo cosmico" e "divino".
L'idea mwabecristiana di diavolo è erede, secondo Minois, di numerosi attributi di altre religioni del mwabiVicino Oriente antico. Miti agonici erano presenti in mwabmarea egizia (il dio mwabqSeth contro il dio mwabuHorus), mwabybabilonese (mwabcGilgameš contro il mostro Huwawa, il dio mwabgMarduk contro il mostro mwabkTiāmat nellmwabo'mwabsmwabwEnūma eliš) e nella religione mwab0cananea (il dio mwab4Baal contro il dio infero mwab8Mot). Sono presenti pure elementi mwacagreco-mwaceromani: la lotta di mwaciZeus e di suo figlio mwacmDioniso, forze vitali, contro i mwacqTitani di mwacuCrono, divoratore dei propri figli; mwacyEracle contro l'mwaccIdra, e mwacgTeseo contro il mwackMinotauro.
Il predecessore del diavolo mwacsebraico-mwacwcristiano è, per Minois, mwac0Angra Mainyu (mwac4pahlavico mwac8Ahrimane) che, con il suo esercito malefico di demonii (mwadadaeva), era il principio del male nel mwadeMazdeismo (mwadiZoroastrismo) iranico e quindi persiano. Nell'mwadmAntico Testamento c'era un Satana accusatore e oppositore, non una maligna potestàcite-ref-38[38]. La concezione cambiò sotto l'influsso di testi della letteratura mwadgapocalittica non mwadkcanonica dell'mwadoEbraismo che trattava anche di una rivolta degli mwadsangeli contro Dio (mwadwLibro dei Custodi, mwad0Libro dei Giganti, mwad4Visione di Enoch, mwad8mwaeaLibro di Enoch, mwaeeLibro dei Giubilei, mwaeimwaemLibro di Adamo). Anche la comunità ascetico-monastica degli mwaeqEsseni di mwaeuQumram, i “figli della luce”, si considerava artefice della vittoria imminente su mwaeySatana. Le due forze cosmiche rivali, il Bene e il Male, si preparano allo scontro mwaecescatologico finale che porterà alla vittoria del bene. Sia nelle sette apocalittiche dell'mwaegEbraismo sia nella comunità di mwaekQumram è evidente l'influsso del mwaeodualismo mwaesmetafisico mwaewiranico del mwae0Mazdeismo: mwae4Ahura Mazdā, dio del Bene e della Verità, contro mwae8Angra Mainyu, principio del Male e della Menzogna.
«È all'interno di questa confusa letteratura che il diavolo, qualunque sia il suo nome -
Satana
, Belial, Mastema, Semihazaz, ecc.- acquista le caratteristiche che gli sono proprie nel
Nuovo Testamento
: angelo caduto, per lussuria o superbia, che si è fatto nemico di Dio e dell'uomo, che egli cerca di mettere contro il suo Creatore, e che sparge il male ovunque»
(Georges Minois. Op. cit., p. 24)
Il diavolo dunque, quasi assente nell'Antico Testamento, si affermò nel mwafiCristianesimo. Egli ha antenati dalla mwafmMesopotamia, dalla mwafqPersia e dalla mwafuGrecia. Nell'mwafyEbraismo l'idea di un avversario del diavolo si fece strada dopo l'mwafcesilio a mwafgBabilonia e i contatti con i mwafkPersiani.
Un testo degli mwafsEsseni recita: "Dall'angelo della tenebra deriva ogni aberrazione [...], gli spiriti come lui sono intenti a far cadere i figli della luce". Gli mwafwEsseni formularono per primi un concetto di Inferno. Scrive di loro lo storico mwaf0Giuseppe Flavio: " Alle anime cattive assegnano una grotta buia e tempestosa, piena di supplizi infiniti". Il già citato mwaf4Libro di Enoch in ambiente mwaf8ebraico parla per la prima volta di angeli ribelli a mwagaDio che, comunque, sono spiritualmente superiori all'uomo e possono inclinarlo al male.
mwagiSant'Agostino rifiutò questo libro che invece fu pienamente accolto da mwagmTertulliano, mwagqOrigene e dal mwagufilosofo mwagyGiustino. Quest'ultimo, riecheggiando il mwagcmwaggLibro di Enoch, ma anche mwagkmwagoGenesi 6,4, scrisse: "Gli angeli trasgredirono agli ordini di Dio, si accoppiarono con donne generarono figli, cioè i cosiddetti demoni". La mwagsteologia mwagwcristiana mantenne l'idea che mwag0Satana fosse un ex mwag4angelo, rifacendosi a un passo del mwag8mwahaLibro di Isaia (mwaheIsaia 11:2cite-ref-39[39]): "Tu, portatore di luce, figlio dell'aurora, perché sei caduto dal cielo?" Il "portatore di luce" diventò mwahyLucifero. L'idea che il demonio abitasse sottoterra non era così diffusa presso i primi cristiani. mwahcSan Paolo scrive (mwahgEfesini 2:2cite-ref-40[40]): "principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli" e, più oltre, aggiunge (mwah0Efesini 6:12cite-ref-41[41]): " spiriti del Male che abitano nelle regioni celesti". Soprattutto influssi della cultura dei mwaiiGreci e dei mwaimRomani trasferirono mwaiqSatana agli Inferi: l'mwaiuAde dei mwaiyGreci, ad esempio, di cui c'è un cenno nel mwaicmwaigFedone di mwaikPlatone e poi nellmwaio'mwaismwaiwOdissea (XI libro) quando mwai0Ulisse scende nell'Ade per incontrare l'indovino mwai4Tiresia. Nel Tardo Medioevo mwai8Satana diventò una figura orripilante, mostruosa e paurosa, dai tratti orrendamente bestiali come negli affreschi di mwajaGiotto (mwajeCappella degli Scrovegni) e del mwajiBeato Angelico o nella descrizione dantesca della mwajmmwajqDivina Commedia (mwajumwajyInferno - Canto ventiquattresimo, vv.37- 60). Tratti animaleschi del diavolo medioevale richiamano altre divinità pagane: il mwajcceltico mwajgCernunnos, con palchi ramificati da mwajkcervo; l'mwajoetrusco mwajsTuchulcha, con becco ricurvo, ali da mwajwavvoltoio e serpenti al posto di capelli; e in particolare il dio mwaj0greco mwaj4Pan, selvaggio, terrificante (anche per le sue urla) e dedito ai piaceri sessuali della carne (con un grande mwaj8fallo, era rappresentato dedito alla mwakamasturbazione, alla bisessualità e alla violenza sessuale). Nel mwake1215, durante il mwakiConcilio Lateranense IV, la Chiesa emanò il documento mwakmFirmiter che elencava princìpi dottrinali. Uno di essi recitava: "Il diavolo e gli altri demoni sono stati creati buoni da Dio, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi. L'uomo ha poi peccato per suggestione del demonio".cite-ref-42[42]
La interpretazione della figura e del ruolo del diavolo fu una delle origini delle "eresie" cristiane; come ad esempio nel mwakkbogomilismo che, in sintesi, riteneva che Dio avesse due figli: Satanael (il diavolo), il primogenito, e Michele (l'Arcangelo). Satanael si ribellò al padre e si trasformò in una creatura malvagia la quale, una volta cacciata dal regno dei cieli, creò l'mwakoinferno e la terra, cercando nel contempo, di generare l'uomo: non riuscendovi chiese aiuto al padre che soffiò l'anima nel corpo inanimato. Così ormai padrone dell'uomo per aver creato la sua parte materiale, Satanael permise ad mwaksAdamo di colonizzare la Terra.
«È il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo Essere oscuro e conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana ma che è, comunque, spiritualmente superiore all' uomo e può inclinarlo al male. Da ricordare la rivelatrice parabola evangelica del buon grano e della zizzania, sintesi e spiegazione dell’illogicità che sembra presiedere alle nostre contrastanti vicende:
inimicus homo hoc fecit
(13,28
). È «l’omicida fin dal principio... e padre della menzogna», come lo definisce Cristo (8,44-45
); è l’insidiatore sofistico dell’equilibrio morale dell’uomo. È lui il perfido ed astuto incantatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle nostre istintive, profonde aspirazioni.»
Islam
Nell'mwalwIslam il diavolo prende il nome di mwal0Iblīs (arabo: mwal4mwal8Shaytan, un termine che si riferisce a esseri malvagi simili al diavolo). Secondo il mwamamwameCorano, Dio creò Iblis dal "fuoco senza fumo" e creò l'uomo dall'argilla. La caratteristica principale del Diavolo, oltre alla mwamihýbris, è che non ha altro potere se non quello di gettare suggestioni malvagie nel cuore degli uomini e delle donne.
Secondo la mwamqteologia musulmana, Iblis venne espulso dalla grazia di Dio quando gli disobbedì scegliendo di non rendere omaggio ad mwamuAdamo, il padre dell'intera umanità. Egli sostenne di essere superiore ad Adamo, basandosi sul fatto che l'uomo, a differenza di sé, era fatto di terra. Come per gli angeli, essi si prostrarono ad Adamo per mostrare il loro omaggio e la loro obbedienza a Dio. Tuttavia a Iblis, inamovibile dal punto di vista che l'uomo era inferiore, e a cui, a differenza degli angeli, venne data la capacità di scegliere, fece la scelta di non obbedire a Dio. Ciò lo portò a essere espulso da Dio, un atto di cui Iblis accusò l'umanità. Inizialmente, il Diavolo riuscì a ingannare Adamo, ma una volta che le sue intenzioni divennero chiare, Adamo ed mwamyEva si pentirono dei loro peccati davanti a Dio e vennero liberati dai loro misfatti e perdonati. Dio diede loro un forte avvertimento riguardo Iblis e i fuochi dell'Inferno, e chiese a loro e ai loro figli (umanità) di stare lontano dalle illusioni dei loro sensi causate dal Diavolo.
Secondo i versi del mwamgCorano, la missione del Diavolo fino alla mwamkQiyama, o Giorno della Resurrezione (mwamoyawm al-qiyāma), è quella di ingannare i figli di Adamo (l'umanità). Dopo di ciò, egli verrà posto tra i fuochi dell'Inferno insieme a coloro che ha illuso. Il Diavolo è noto anche come uno dei mwamsjinn, anche se la natura del diavolo è il fuoco e quella dei mwamwjinn è quella del nerofumo, sebbene creato dalle fiamme. Il Corano non raffigura Iblis come il nemico di Dio, poiché Dio è supremo a tutte le sue creazioni e Iblis è solo una di queste. Il solo nemico di Iblis è l'umanità: egli vuole scoraggiare gli uomini dall'obbedire a Dio. Perciò l'umanità è avvertita del fatto che dovrà lottare (mwam0mwam4jihād) contro le malizie del Diavolo e le tentazioni che egli instillerà in loro: coloro che riusciranno in questo verranno ricompensati con il Paradiso (mwam8jannat al-firdaws), raggiungibile solo con una condotta giusta.
Bahaismo
Nelle Scritture del mwaniBahaismo, il "diavolo" o il "satanico" può assumere diversi significati. A volte viene usato per riferirsi all'interpretazione Bahá'í di Satana. Altre volte si riferisce a persone che sono comandate dalla loro stessa bassa natura. In questo senso, la fede Bahá'í pensa che alcune persone malvagie siano diavoli incarnati, non nel senso di essere governati da una forza malvagia esterna, ma dai propri desideri egoistici. mwanmBáb definisce i suoi persecutori come "i seguaci del diavolo".cite-ref-46[46] La possessione demoniaca menzionata nella Bibbia è considerata essere un altro esempio di individui che sono comandati dai loro bassi istinti. Shoghi Effendi ha scritto:
«Riguardo alla tua domanda relativa alla condizione di queste persone che vengono descritte nei vangeli come se fossero possedute da diavoli; ciò dovrebbe essere interpretato figurativamente; il diavolo o Satana è un simbolo delle forze oscure e malvagie che cedono alla tentazione.»
cite-ref-47[47]
Nel contesto della tentazione di Gesù nel deserto, il diavolo viene interpretato come la natura umana di Gesù. Questa gli ha mostrato ciò che poteva ottenere con i suoi poteri, se avesse seguito le vie del mondo. Tuttavia, lo Spirito Santo all'interno di Cristo si rifiutò di sottomettersi alla natura più spregevole, scegliendo di seguire invece la volontà di Dio.
La fede Bahá'í insegna che Satana è anche una metafora dell'"ego insistente" o dell'"ego più infimo" che è un'inclinazione innata all'interno di ogni individuo. Questa tendenza viene spesso citata nelle Scritture Bahá'í come "il Malvagio". mwaoaBahá'u'lláh ha scritto:
«Vegliate su voi stessi, poiché il Malvagio giace in attesa, pronto ad intrappolarvi. Proteggetevi dai suoi mezzi maligni, e, guidati dalla luce del nome del Dio che vede tutto, rifuggete dall'oscurità che vi circonda.»
cite-ref-48[48]
«Questa bassa natura nell'uomo è simboleggiata da Satana - l'ego malvagio all'interno di noi, non una personalità malvagia esterna.»
cite-ref-49[49]
Neopaganesimo
La tradizione cristiana ha spesso identificato le religioni mwapapagane e la mwapestregoneria con l'influenza di Satana. Nel mwapiMedioevo la Chiesa accusò presunte streghe di essere spose e cospirare con Satana. Alcuni scrittori moderni conservatori, come Jack Chick e James Dobson, hanno descritto il mwapuneopagano odierno e le religioni stregonesche come esplicitamente satanici.
Nel paganesimo e nel neopaganesimo, così come nella mwapcWicca la figura del satana/diavolo biblico non esiste.
Nonostante molti gruppi neopagani venerino il mwapkDio Cornuto, come ad esempio il consorte della mwapoGrande Madre nella religione mwapsWicca, queste divinità non hanno nulla a che fare con il Demonio cristiano propriamente inteso come figura maligna e portatore di malvagità, ma solitamente rispecchiano figure come il Dio mwapwCernunnos oppure il Dio mwap0Pan. Qualsiasi somiglianza abbiano con il Diavolo cristiano risale solamente al mwap4XIX secolo, quando una reazione cristiana alla crescente importanza di Pan nella letteratura e nelle arti portò a far sì che la sua immagine venisse identificata con quella del Diavolo.cite-ref-50[50]
Movimento New Age
Gli aderenti al movimento mwaquNew Age hanno punti di vista molto diversi su Satana, il Diavolo ed entità simili. In alcune forme di mwaqyCristianesimo esoterico Satana rimane un'entità malvagia, o almeno una metafora del peccato e del materialismo, ma la tendenza più diffusa è quella di negare completamente la sua esistenza. mwaqcLucifero, d'altra parte, nel significato originario mwaqgromano di "portatore di luce", appare talvolta negli scritti di alcuni gruppi come una figura metaforica abbastanza distinta da Satana, e senza alcuna implicazione con il male. Ad esempio, la fondatrice della mwaqkTeosofia mwaqoMadame Blavatsky diede alla sua rivista il nome mwaqsLucifer poiché voleva che fosse una "portatrice di luce". Molte scuole di pensiero New Age seguono una filosofia mwaqwnon-dualistica che non riconosce una forza centrale per il male; Anche quando viene seguito un modello dualistico, questo è molto spesso affine al sistema mwaq0cinese dello mwaq4yin e yang, in cui il bene e il male sono contrapposti in un chiaro dualismo, ma complementari uno all'altro come anima del mondo tra creazione mwaq8Terra e la manifestazione della mwaragenerazione in mwareMondo. Sono presenti anche scuole di pensiero che mettono in rilievo una guerra spirituale tra il bene e il male o tra la luce e l'oscurità, come la filosofia di mwariRudolf Steiner, Agni Yoga e la Chiesa Universale e Trionfante.
Satanismo
Alcune sette venerano il Diavolo. Ciò si realizza in un senso politeistico in cui "Dio", Satana, e altri sono tutte divinità con Satana che è il patrono preferito; oppure in un punto di vista più monoteistico in cui Dio viene considerato un vero dio, ma viene tuttavia sfidato.
Alcune varianti negano totalmente l'esistenza di Dio e del Diavolo, ma comunque prendono il nome di mwasesatanisti, come ad esempio la mwasiChiesa di Satana di mwasmAnton LaVey che vede Satana come una rappresentazione dello stato originario e naturale dell'umanità.
Politeismo
Nel mito di Osiride scopriamo che Ausar (in greco: Osiride) viene tagliato in 13 pezzi da Seth. Auset (Iside) raccoglie tutti i suoi pezzi tranne il suo fallo. mwascHoro, figlio di Ausar e Auset decide di vendicare la morte e lo smembramento di suo padre affrontando Seth. Horo ha la meglio su Seth, e Ausar, essendo riportato in vita dalla morte diviene il signore degli inferi. È questo dramma che ci riporta al conflitto tra bene e male, con quest'ultimo incarnato da Seth: ciò comunque non significa che Seth sia stato sempre considerato un personaggio malvagio nella teologia dell'Antico Egitto. In più occasioni nella storia dell'Antico Egitto ci sono stati conflitti tra "famiglie" differenti volte alla svalutazione di un dio rispetto a un altro.
Come in molte confessioni mwaskpoliteistiche, i personaggi coinvolti si differenziano dalla tradizione occidentale di un diavolo con cui tutte le divinità sono strettamente in relazione. In questo caso, numerosi testi storici indicano che Seth sia lo Zio o il Fratello di Horo e che nella "sconfitta" di Seth, si possa vedere un altro discostamento dalla norma nel divoramento/assimilazione di Seth in Horo, con il risultato che quest'ultimo venga raffigurato sia con la testa di falco sia con la testa (di un animale sconosciuto) di Seth. Ciò (come nel Buddismo) rappresenta una dissoluzione della dicotomia.
Nella filosofia morale
Spinoza
In un articolo intitolato mwatmSul diavolo, sostiene che questa inesistenza possa essere dimostrata mwatqa priori. Secondo Spinoza, il Diavolo non può esistere poiché maggiore è il grado di mwatuperfezione di un ente maggiore è la sua durata di vita; poiché il Diavolo è totale privazione di essere e quindi non possiede nessuna perfezione, egli non potrebbe sopravvivere.
Al contrario, la teologia cattolica afferma che il Diavolo è un angelo di classe alta, molto ricco di perfezioni e di essere, che egli ha liberamente deciso di usare contro Dio e la salvezza dei Suoi mwatgfigli.
Nella mwatovisione del mondo di Spinoza, il male morale non esiste. L'idea del Diavolo deve essere rimossa, in ossequio al mwatwrasoio di Occam. Seguendo uno stretto mwat0determinismo, gli individui non sono visti come agenti morali che scelgono il male, bensì come esseri affetti da emozioni comparabili alla debolezza o alla malattia anziché al male.
Kant
Ne mwauemwauiLa religione entro i limiti della semplice ragione, mwaumKant descrive il diavolo come la mwauqpersonificazione della massima depravazione morale. Deviando dalla comune idea cristiana, Kant non individua nelle pulsioni dei sensi ciò che è moralmente riprovevole. Poiché il male deve essere un mwauuintellegibile, un atto si dice malvagio quando l'aspetto dei sensi è posto deliberatamente al di sopra dell'obbligazione morale. Quindi, il Diavolo deve comprendere la morale e rifiutarla consapevolmente, ma, a differenza degli enti umani, in quanto essere mwauymwaucspirituale (in mwaugtedesco: mwaukGeistwesen) non ha alcuna relazione con il piacere dei sensi. Il Diavolo agisce solo con la mente, contro la morale, non per soddisfare una mwauslussuria sensuale, ma unicamente per amore del male.
Secondo Kant, il Diavolo sarebbe mwau0"altruista" perché non trarrebbe alcun piacere dalle proprie azioni. Al contrario, la teologia cattolica insegna che esiste un piacere intellettuale nell'mwau4orgoglio e nella mwau8superbia, piacere del quale sono capaci anche gli angeli, privi di corpo e quindi del godimento dei sensi.
Kant nega che un essere umano possa mai essere completamente diabolico. Kant ammette che ci sono vizi diabolici (ingratitudine, invidia e gioia maliziosa), cioè vizi che non recano alcun beneficio personale, ma nega che una persona possa mai essere completamente demoniaca.
Nelle tradizioni culturali
Nella tradizione cristiana occidentale, il Diavolo è entrato nel mwavmfolklore popolare. Da non confondersi con la moderna e antropologica figura del mwavqtrickster, il briccone divino (giacché, come ricorda Francesco Mosetti Casaretto, «le categorie laiche della Modernità»cite-ref-51[51] non si possono applicare retroattivamente al Medioevo), il Demonio è protagonista di un gran numero di fiabe popolari tradizionali e mwavkleggende provenienti dall'mwavoIrlanda, da mwavsTerranova, dall'mwavwItalia e dal mwav0Regno Unito: in queste egli cerca spesso di ingannare o sconfiggere altri personaggi. In alcune di queste favole, il Diavolo è ritratto più come una persona malvagia che come la mwav4personificazione del male. Il Diavolo si presenta anche notevolmente in alcuni testi mwav8agiografici, o favole dei santi (come nel tradizionale racconto di mwawaSan Dunstano), che talora si discostano dal canone religioso autorizzato.
Il Diavolo è anche un personaggio ricorrente in racconti che spiegano l'mwawietimologia di mwawmnomi geografici, dando il nome a formazioni geografiche come ad esempio il Cammino del Diavolo in mwawuInghilterra.
«Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.»
(Detto popolare)
Demoni
In alcune religioni e tradizioni, questi titoli rappresentano demoni diversi; altri identificano questi nomi come forme del Diavolo. Anche quando vengono considerati come demoni individuali, si pensa spesso che alcuni siano sotto il controllo diretto del Diavolo. Questa lista elenca solo quelli ritenuti essere il Diavolo; mwawkLista di demoni ha una lista più ampia.
• Asmodai, demone biblico con probabile origine iranica
• Baphomet, un demone che secondo una congiura sterminio sarebbe stato venerato dai Cavalieri templari
• Belzebù, ba'al zevuv בעל זבוב (ebraico): padrone delle mosche o signore delle mosche, deformazione del Dio benevolo Baal
• Belial, Beliar, Bheliar (ebraico): senza padrone, viltà della terra, Signore dell'Orgoglio
• Mastema, un diavolo presente nel Libro dei Giubilei
• Mefistofele, Mefisto (greco): colui che evita la luce
• Pazuzu
• Samael, Samiel, Sammael (ebraico): "Veleno di Dio"
Titoli
Questi sono titoli o nomi che si riferiscono quasi sempre al Diavolo stesso.
• 666 o 616, il Numero della bestia
• L'Avversario
• Angra Mainyu, Ahriman (Arimane): "spirito maligno", "spirito maledetto"
• Anticristo, la venuta del Diavolo nel mondo mortale per il Cristianesimo
• Der Leibhaftige (Tedesco): "Lui Stesso"
• Diabolus, Diavolus (Greco): "colui che divide"
• Iblīs, il Diavolo nell'Islam
• Old Scratch (inglese, "Vecchio Diavolo"), lo Straniero, Old Nick (altro appellativo inglese): nomi colloquiali del diavolo, per indicarlo come personaggio nella storia The Devil and Tom Walker (Il Diavolo e Tom Walker), racconto presente nella raccolta Tales of a Traveller (Racconti di un Viaggiatore) di Washington Irving
• Chamuco, nome che viene dato al diavolo in Messico e parti dell'America centrale
• Old Hob (in inglese "Vecchio Hob")
• Fear dubh ("L'uomo nero"), un nome per il diavolo nel gaelico irlandese
• Principe delle Tenebre / Principe del potere dell'aria
• (L'anziano/vecchio/contorto/serpeggiante) Serpente
• Shaitan, un nome arabo di Satana
• Il Tentatore / Seduttore
• Woland
Altri demoni affini
Le principali correnti cristiane e islamiche riconoscono spesso l'esistenza di altre divinità pagane, ma le considerano demoni dell'inferno. Alcune divinità maggiori sono state considerate analoghe al mwaxadiavolo stesso in forma differente. Le divinità considerate includono:
• Apep
• Azazel
• Baal, un dio della religione cananea
• Belfagor, l'arcidiavolo
• Belzebù
• Chernobog, nome Slavo per il diavolo, letteralmente "dio nero"
• Dagon, un dio del mare filisteo
• Davy Jones, l'essere diabolico associato alla morte per annegamento, che nelle leggende dei marinai aveva il compito di preannunciare catastrofi marine, e di trasportare le anime dei morti in mare nell'aldilà
• Dio cornuto, un termine a sincretico delle divinità maschili della natura, convertite poi nel diavolo
• Dispater
• Leviatano, la bestia del mare biblica
• Loki, dio nordico del malanno, della menzogna e del tradimento
• Mammona, Dio Aramaico della prosperità e del profitto
• Mara
• Moloch, un dio venerato dai cananei al quale venivano offerti dei bambini in sacrificio
• Mot, divinità semitica
• Nergal
• Ördög, entità ungherese di una leggenda identificata con il Diavolo
• Pan, dio greco del desiderio, convertito poi nel diavolo
• Seth, dio Egizio della morte
• Tifone
Nell'arte
Il colore del diavolo
In passato il colore attribuito al diavolo era il mwaxuverdecite-ref-0-52-0[52], colore associato anche al serpente. Certo non mancavano anche altri colori per diavoli e altri animali associati al male, ma il verde simboleggiava il maleficocite-ref-0-52-1[52]. Successivamente i partiti mwax4liberali e mwax8anticomunisti associarono al diavolo il colore mwayarosso. Con la mwayeguerra fredda – la contrapposizione mwayiideologica e politica tra gli mwaymStati Uniti e l'mwayqUnione Sovietica – nel mwayumondo occidentale controllato dagli mwayyStati Uniti si confermò l'immagine del diavolo rosso, in quanto era il colore associato al mwayccomunismocite-ref-53[53]cite-ref-54[54].
Letteratura
La figura del diavolo è molto presente nella mwa2smwa2wDivina Commedia di mwa20Dante Alighieri, specialmente nel libro dellmwa24'mwa28mwa3aInferno.
Il gruppo principale di demoni è costituito dai mwa3iDiavoli Malebranche dei canti mwa3mmwa3qXXI, mwa3umwa3yXXII e mwa3cmwa3gXXIII.
Infine nella zona mwa3oCocito vi è il diavolo in persona ovvero mwa3sLucifero, un essere enorme con mwa3wtre teste che maciulla nelle sue bocche i corpi di tre dannati: mwa30Giuda Iscariota, mwa34Marco Giunio Bruto e mwa38Gaio Cassio Longino.
Dante e mwa4eVirgilio per arrivare al mwa4imwa4mPurgatorio si aggrappano ai peli del suo ventre a testa in giù per poter giungere alla mwa4qnatural burella (da cui arriveranno al Purgatorio).
In generale, l'arte occidentale risente dell'identificazione fra bello e buono tipica della cultura greca (mwa4ymwa4ckalokagathia). Personaggi come il Diavolo o come mwa4gGiuda, che sono associati al male, sono anche raffigurati in brutte fattezze.
Il Diavolo e mwa4oLucifero nell'mwa4sarte paleocristiana è rappresentato come un serpente in accordo con il mwa4wmwa40Libro della Genesi. Nel mwa44Medioevo, in seguito all'identificazione operata dai mwa48Padri della Chiesa, mwa5aSatana è rappresentato come un mostro terrificante a tre teste. A partire dal mwa5esecolo X si presenta con le ali spezzate, per ricordare la sua mwa5icaduta dal cielo, e con le corna in testa, simboli del mwa5mpaganesimo sconfitto. Le ali di mwa5qpipistrello, emblemi di degradazione della virtù angelica, vengono introdotte con le invasioni dei mwa5uMongoli che introducono elementi dell'mwa5yiconografia orientale, come nel Lucifero dantesco nell'mwa5cmwa5gInferno - Canto trentaquattresimo, vv. 16-56. Anche il dio mwa5kPan è all'origine di alcune caratteristiche del demonio: corpo peloso, zoccoli e corna di mwa5ocapro. L'iconografia del diavolo fissata dagli artisti tra i secoli XIII e XIV è derivata anche da testi mwa5sapocalittici e mwa5wapocrifi. Tra gli esempi più famosi si ricordano il Lucifero giottesco nella mwa50Cappella degli Scrovegni e quello di mwa54Coppo di Marcovaldo nel mwa58Battistero di Firenze. Gli animali che divorano i dannati accentuano la natura insaziabile di Satana. Il motivo di mwa6aSatana con la "bocca divorante" riflette un'antica concezione della divinità come principio nel contempo creatore e distruttore. Le corna di Lucifero richiamano pure quelle del dio mwa6eceltico mwa6iCernumnus e sono simbolo della sconfitta del mwa6mpaganesimo operata dalla Chiesa.cite-ref-55[55]
Nel mwa6kmwa6oFaust di mwa6sJohann Wolfgang von Goethe, poema drammatico del 1808, il protagonista Faust stringe un patto con Mefistofele iniziando con lui un viaggio alla scoperta dei piaceri e delle bellezze del mondo. Ne mwa6wmwa60La tragica storia del Dottor Faust (mwa64The Tragical History of Doctor Faustus), scritto dal drammaturgo e poeta britannico Christopher Marlowe, si narra la storia di Faustus, uno studioso così avido di conoscenza da non accontentarsi del sapere accademico, della medicina e della teologia, avventuratosi nel campo della mwa68magia nera. Faustus, dopo aver compiuto un'invocazione nel suo studio, assiste all'apparizione del diavolo Mefistofele con il quale stipula un patto: Faustus avrà la conoscenza e i servizi del servo di Lucifero per ventiquattro anni, dopo i quali Lucifero avrà la sua anima.
Nel breve racconto di mwa7eH. G. Wells mwa7imwa7mLa tentazione di Harringay (mwa7qThe Temptation of Harringay, The St. James's Gazette, 9 febbraio 1895)cite-ref-56[56]cite-ref-57[57] il protagonista, un pittore di mwa70Chelsea viene tentato dal Diavolo per ottenere la sua anima in cambio dell'ispirazione per creare una mwa74tela da capolavoro.
mwa8aThomas Mann, fra il 1943 e il 1947, scrive e pubblica il romanzo mwa8eDoktor Faustus. Das Leben des deutschen Tonsetzers Adrian Leverkühn, erzählt von einem Freunde (mwa8iDoctor Faustus. La vita del compositore tedesco Adrian Leverkühn, narrata da un amico). Nell'opera l'mwa8mumanista Serenus e il tragico Adrian, molto simili ai personaggi di Settembrini e Naphta de mwa8qmwa8uLa montagna incantata, rappresentano per Mann il dualismo del carattere tedesco: da una parte la ragione nella democrazia e nel progresso (lo mwa8yspirito apollineo di mwa8cFriedrich Nietzsche), dall'altra lo mwa8gspirito dionisiaco, con tutte le sue passioni e il tragico destino che l'attende. Sono, questi, due aspetti appartenenti a un unico spirito: Serenus, scrivendo la parabola esistenziale dell'amico mentre si trova in Germania tra il 1943-46, descrive in parallelo col racconto della vita di Adrian anche l'ascesa e caduta del mwa8kTerzo Reich: il patto di Adrian col diavolo simboleggia per l'autore anche la vendita della propria anima da parte di mwa8oAdolf Hitler alle forze più oscure e tenebrose, quelle del male assoluto.
Per lo scrittore tedesco mwa8wLion Feuchtwanger, nel memoriale autobiografico del mwa801942 mwa84mwa88Il diavolo in Francia, il Diavolo è «quello dell'incuria, dell'incoscienza, della pigrizia del cuore, della convenzione, della routine, del mwa9aje-m'en-foutisme» evidenziato dalla burocrazia francese nei confronti della mwa9eGermania nazista durante la mwa9iseconda guerra mondiale.
Nel romanzo breve mwa9qPioggia inversa. Storia del diavolo e un precario (2015), lo scrittore Matteo Tuveri introduce, ambientata fra mwa9ySardegna e mwa9cSutri, la storia misteriosa in cui l'origine del diavolo viene paragonata a quella delle figure reiette della società. La figura del mwa9glavoratore precario, centrale nel tema del romanzo, fronteggia la figura del diavolo trovando in esso un ideale mwa9kalter ego.
Cinema
• mwa94Der Dybbuk (mwa-aDer Dybbuk), di mwa-eMichał Waszyński, 1937
• mwa-mmwa-qRosemary's Baby - Nastro rosso a New York (mwa-uRosemary's Baby), di mwa-yRoman Polański, 1968
• mwa-gmwa-kL'esorcista (mwa-oThe Exorcist), di mwa-sWilliam Friedkin, 1973
• mwa-0mwa-4Il presagio (mwa-8The Omen), di mwa-aRichard Donner, 1976
• mwa-imwa-mAmityville Horror (mwa-qThe Amityville Horror), di mwa-uStuart Rosenberg, 1979
• mwa-cmwa-gEntity (mwa-kThe Entity), di mwa-oSidney J. Furie, 1981
• mwa-wmwa-0L'avvocato del diavolo (mwa-4The Devil's Advocate), di mwa-8Taylor Hackford, 1997
• mwbaemwbaiStigmate (mwbamStigmata), di mwbaqRupert Wainwright, 1999
• mwbaymwbacGiorni contati (mwbagEnd of Days), di Peter Hayams, 1999
• mwbasmwbawLa nona porta (mwba0The Ninth Gate), di mwba4Roman Polański, 1999
• mwbbamwbbeLost Souls - La profezia (mwbbiLost Souls), di mwbbmJanusz Kaminski, 2000
• mwbbumwbbyConstantine (mwbbcConstantine), di mwbbgFrancis Lawrence, 2005
• mwbbomwbbsThe Exorcism of Emily Rose (mwbbwThe Exorcism of Emily Rose), di mwbb0Scott Derrickson, 2005
• mwbb8mwbcaGhost Rider, di mwbceMark Steven Johnson, 2007
• mwbcmmwbcqParanormal Activity (mwbcuParanormal Activity), di mwbcyOren Peli, 2007
• mwbcgmwbckIl mai nato (mwbcoThe Unborn), di mwbcsDavid S. Goyer, 2009
• mwbc0mwbc4Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (mwbc8Parnassus), di mwbdaTerry Gilliam, 2009
• mwbdimwbdmL'ultimo esorcismo (mwbdqThe Last Exorcism), di Daniel Stamm, 2010
• mwbdcmwbdgIl rito (mwbdkThe Rite), di mwbdoMikael Håfström, 2011
• mwbdwmwbd0L'altra faccia del diavolo (mwbd4The Devil Inside), di mwbd8William Brent Bell, 2012
• mwbeemwbeiLa Jeune Fille sans mains, regia di Sébastien Laudenbach (2016)
Curiosità
Nella seconda metà dell'Ottocento mwbeyMarco Antonio Canini nel suo mwbecEtimologico dei vocaboli italiani di origine ellenica con raffronti ad altre lingue scrisse che l'mwbegetimo di "diavolo" è lo stesso di "dio", in quanto entrambi deriverebbero dalla radice sanscrita DIV, DIU mwbekrilucere [da cui dyaus mwbeol'aere luminoso], aggiungendo che in principio la voce diàbolos non era, al pari di "daimon" mwbesdemone, di significato sinistro, ma di buon genio, come lo zingaresco "devel" significante mwbewsanto e "devla" nome di mwbe0Maria madre di Gesù; e che solo in seguito il significato di mwbe4calunniatore sarebbe derivato a DIÀBOLOS, dalla leggenda cristiana. Per convincere di tale sua teoria nella monografia che introduce il vocabolario presentò il parallelo tra i vocaboli esprimenti le idee assimilabili a quella di DIO e di DIAVOLO nelle diverse lingue.
Tale definizione etimologica causò un dibattito tra Canini e mwbfaGraziadio Isaia Ascoli il quale presentò una mwbfelettera al direttorecite-ref-58[58] del mwbfyPolitecnico, in rapporto alla quale Canini inviò a mwbfcGaspare Gorresio un testo intitolato mwbfgDegli Spropositi del professore G.I.Ascolicite-ref-59[59]. L'etimologia è citata «a titolo di curiosità e perché gli inesperti non lo accettino per buono» da mwbf0Ottorino Pianigiani nel suo mwbf4dizionario etimologico il quale, in rapporto al confronto tra i vocaboli nella monografia, aggiunge che è scorretta dato che la voce Diavolo non è stata applicata al genio del male prima del cristianesimo.cite-ref-etp-3-1[3]
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-demonemwbgkmwbgoDemone, in mwbgsTreccani.it – mwbgwVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwbg0URL consultato il 4 novembre 2018.
cite-note-22. ↑ Vedi ad esempio Robert Masello, mwbheCreature delle Tenebre, Armenia, 1996, ISBN 8834407733
cite-note-etp-33. ↑ mwbhgOttorino Pianigiani, mwbhkmwbhovocabolo, su mwbhsdizionario etimologico, etimo.it. mwbhwURL consultato il 5 agosto 2011 mwbh0(archiviato dall'mwbh4url originale il 14 aprile 2009).
cite-note-44. ↑ mwbiimwbimmwbiqvocabolo, su mwbiumwbiyvocabolario Treccani, Treccani.it. mwbicURL consultato il 5 agosto 2011.
cite-note-55. ↑ mwbis mwbi0«Il termine 'diavolo' è una resa della parola greca διάβολος, usata come mwbi4prestito linguistico dagli scrittori cristiani latini come mwbi8diabolus. Come nome proprio nei testi intertestamentali ebraici e negli scritti cristiani la parola denota il grande avversario di dio e della rettezza, il diavolo. È così usato nella septuaginta come traduzione del ebraico mwbjaśāṭān (→Satan) (e. g. Giobbe 1 e 2; 1 Chr 21:1), e appare spesso con questo significato nel Nuovo Testamento (e.g. Matt 4:1). Nel uso greco antico, però διάβολος, era un aggettivo generalmente denotante qualcosa o qualcuno 'calunnioso' e 'diffamatorio'. Così Aristofane parla di uno 'schiavo più calunnioso' (διαβολότατος Eq. 45) mwbje[...] Socrate descrive la ragione della sua condanna al suo processo come le 'calunnie' (διαβολαί), che per molti anni furono dette contro di lui (Platone,mwbjiApol.37b)» mwbjm((mwbjqmwbjuEN) mwbjyG. J. Riley, mwbjcmwbjgDEVIL Διάβολος, in Karel van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst (a cura di), mwbjkDictionary of Deities and Demons in the Bible, Wm. B. Eerdmans Publishing; pag. 244, 1999. mwbjoURL consultato il 6 agosto 2011.)
cite-note-busi-66. ↑ Il sostantivo mwbj4śaṭan ha dunque, in ebraico, il significato di «colui che si oppone», e di «avversario», anche nel senso generico di nemico di guerra. Così, nel libro dei mwbj8Re, vengono indicati con tale termine i nemici di mwbkaSalomone mwbke[ImwbkiRe II.I4, II.23 e II.25], mentre nei libri di mwbkmSamuele mwbkqśaṭan è sia Davide - in tal modo definito dai suoi antagonisti filistei mwbku[ImwbkySam.29.4] - sia, in senso collettivo, i rivoltosi che si oppongono al ritorno di Davide stesso mwbkc[ImwbkgSam.19.23]. In due passi la parola è poi impiegata nel senso tecnico di «colui che sostiene l'accusa in giudizio». (da mwbkkŚaṭan שטן. Avversario, in mwbkoSimboli del pensiero ebraico. Lessico ragionato in settanta voci, Giulio Busi, pp.319-320.)
cite-note-sem-77. ↑ «mwblaŠāṭān in ebraico è assunto per lo più col significato di "accusatore in giudizio, contraddittore"» (mwbleSatana in mwbliIl mondo del divino e degli eroi, da mwblmLe origini della cultura europea Vol.I, mwblqGiovanni Semerano, p.147)
cite-note-88. ↑ mwblg mwblo«δαιμόνιος «che ha qualche rapporto con un δαίμων, ammirabile, sorprendente, posseduto da un dio», etc., usato con dei toni diversi, unicamente al vocativo da Omero mwbls[...]; δαιμόνιον n. esprime in modo più vago la stessa idea di δαίμων «potere divino, démone», il vocabolo è applicato al demone di Socrate (ion.-att., NT, etc.)» mwblw(mwbl0mwbl4Pierre Chantraine,mwbl8 p. 247)
cite-note-99. ↑ mwbmmmwbmqmwbmuvocabolo, su mwbmymwbmcvocabolario Treccani, Treccani.it. mwbmgURL consultato il 6 agosto 2011.
cite-note-ddd-1010. ↑ mwbm4 mwbna«Il senso neutro originale di 'divinità' si trova in Atti 17:18, ove Paolo è descritto dai pagani Ateniesi come un predicatore di 'divinità straniere' (daimonia). La septuaginta usa mwbnedaimonion più volte nel senso dell'antico vicino oriente degli spiriti del deserto: esso traduce l'ebraico mwbniśe'îrîm ( capre selvatiche, →satiri, capre demoni; Isa 13:21), e mwbnmsiyyim (dimoranti del deserto, bestie selvatiche; Isa 34:14) mwbnq[...]. Come gli dèi delle nazioni furono demonizzati, così "demone" nel senso dualistico si trova nella Septuaginta (LXX) come una designazione di divinità e spiriti pagani: in LXX Ps 95:5 le divinità nazionali di altri popoli sono dette essere idoli ('mwbnuelilim) in ebraico, diventano "demoni" ("Tutti gli dèi delle nazioni sono demoni"); in LXX Deut 32:17, le divinità straniere che Israele adorava, sono propriamente descritte nel testo ebraico come mwbnyšēdîm (spiriti tutelari), sono di nuovo chiamati "demoni" ("Essi sacrificano ai demoni e non a dio"; cf. LXX Ps 105:37; Bar. 4:7); in LXX Isa 65:11 mwbncdaimon rende il nome ebreo del dio pagano della Fortuna (→Gad) [...]» mwbng(mwbnkmwbnoKarel van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst,mwbns pp. 237-238)
cite-note-1111. ↑ mwbn8 mwboe«By the end of the New Testament period, Christian tradition made no distinction between fallen angels and demons.» mwboi(Jeffrey Burton Russell. mwboqThe Devil: Perceptions of Evil from Antiquity to Primitive Christianity. NY, Ithaca, 1977, pag. 236)
cite-note-1212. ↑ mwbog mwboo«Foreign gods are called shedim (Deut. 32:17; Ps. 106:37; cf.I Cor. 10:20), rendered “demons” or “devils” in most translations. The word is related to Akkadian šêdu (“demon”; good or evil).» mwbos(mwbowGershom Scholem. mwbo0mwbo4Encyclopaedia Judaica, vol.5. NY, Macmillan, 2004, pag. 573)
cite-note-1313. ↑ Così, mwbpiRoger Caillois, evidenzia, la resa e la trasformazione del termine ebraico mwbpmyâšûd nelle traduzioni greche come mwbpqdaimoníon: mwbpu mwbpc«Il testo ebraico del Salmo 91 (versetto 6) non menziona propriamente un demone di mezzogiorno. Il termine mwbpgyâšûd designa solamente "il devastatore". Nel versetto 6 non si tratta quindi che della "devastazione che imperversa all'ora di mezzogiorno". Tuttavia le diverse traduzioni greche della Bibba introducono più o meno esplicitamente l'idea di una potenza demoniaca individualizzata: "dalla sventura e dal demone meridiano" (Settanta), dal "morso demoniaco di mezzogiorno" (Aquila), "il diabolico accidente di mezzogiorno" (Simmaco), "dall'imbattersi nel demone meridiano" (Apollinare di Laodicea). La lingua dei traduttori è certo povera e imprecisa; la parola mwbpkδαιμόνιον in particolare corrisponde a cinque diversi termini ebraici. Ma una simile penuria non può bastare a spiegare la trasposizione, perché è difficile ammettere che i traduttori abbiano confuso mwbpoyâšûd con mwbpsšêdîm, che d'altronde non significa «demone», ma piuttosto «signore», ne con wešêd «demone», che si sarebbe potuto introdurre grazie a un'errata lettura mwbpw[Cfr.F.G. Vigouroux, mwbp0Dictionnaire de la Bible, Paris 1895-1912, 5 voll., s.v. mwbp4démon, vol.2, col. 1367; S. de Muis, mwbp8Commentarius literalis et historicus in omnes psalmos Davidis, Paris 1630; J.C. Frommann, mwbqaTractatus de fascinatione, Norimbergae 1675, p. 897.]. Checché sia di queste difficoltà testuali, che gli specialisti dell'esegesi biblica non sembrano ancora aver definitivamente risoltomwbqe[Cfr. S. Landersdorfer, mwbqiDas daemonium meridianum, in «Biblische Zeitschrift», XVIII (1929), pp. 294 sg.], è certo che almeno lo spirito del passo è indubitabile. Si tratta di una forza demoniaca la cui azione è temibile in pieno mezzogiorno mwbqm[...].» mwbqq(mwbqumwbqyRoger Caillois,mwbqc pp. 53-54)
cite-note-1414. ↑ mwbqs mwbq0«Zarathushtra established mazdā (wisdom) and Ahura Mazdā (later Old Persian: Auramazdā, Middle Persian: Ohrmazd, New Persian: Hormazd) as means of distinguishing right from wrong (Gāthās 33.13, 45.6). The primordial entity Ahura Mazdā was ascribed a creative hypostasis called Spenta Mainyu (originally Spanta Manyu, Middle Persian: Spenāg Mēnōg) (Holy Spirit). Opposing order and Ahura Mazdā, Zarathushtra suggested, were confusion and the primordial entity Angra Mainyu (later Middle Persian: Ahreman, New Persian: Ahriman) (the Angry Spirit).» mwbq4(Jamsheed K. Choksy. mwbraEncyclopedia of Religion NY, Macmillan, 2005, pag. 9989)
cite-note-1515. ↑ Cfr. ad esempio Paul Du Breil. mwbruZarathustra (Zoroastro) e la trasfigurazione del mondo. Genova, ECIG, 1998, pp. 220 e segg.
cite-note-1616. ↑ mwbrkmwbromwbrsHindu Concept of God, su mwbrwshaivam.org. mwbr0URL consultato il 21 febbraio 2008 mwbr4(archiviato dall'mwbr8url originale il 4 maggio 2003).
cite-note-1717. ↑ Ad esempio in mwbsmNumeri 22:22 e in mwbsqSamuele 29:4 ed in altri passi, nella traduzione compare la parola "avversario", che nell'ebraico originale era "ha-satan".
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• mwbngThe Devil in Legend and Literature, di Maximilian Rudwin (Open Court, La Salle (Illinois), 1931, 1959) è un compendio delle "avventure secolari e sacre di Satana".
• mwbnwThe Origin of Satan, di mwbn0Elaine Pagels (Vintage Books, New York 1995) esplora lo sviluppo, la "demonizzazione" del personaggio di Satana sullo sfondo di un'aspra lotta tra le prime mwbn4Chiese e mwbn8sinagoghe per essere l'erede legittimo dell'antica tradizione religiosa mwboaebraica. L'autrice tratta di come Satana diventi una figura che riflette i nostri stessi odi e pregiudizi, e la lotta tra la parte amorevole e quella impaurita e combattiva di noi stessi.
• mwboiThe Old Enemy: Satan & the Combat Myth, di Neil Forsyth (mwbomPrinceton (New Jersey), 1987) cerca di mostrare come Satana sia emerso dalle antiche tradizioni mitologiche e di come sia comprensibile meglio non come un principio del male, ma come un personaggio narrativo nel contesto del "Mito del combattimento". Forsyth racconta la storia del Diavolo dall'Epica di mwboqGilgamesh attraverso gli scritti di mwbouSant'Agostino.
• mwbocThe Devil: Perceptions of Evil from Antiquity to Primitive Christianity, di Jeffrey Burton Russell (Meridian, New York 1977) è "una storia della personificazione del male" che, per rendere chiare le cose, egli chiama "il Diavolo". Pieno di fotografie a corredo del testo, è il primo di una serie di quattro volumi sulla storia del concetto del Diavolo. I volumi seguenti sono, Satan: The Early Christian Tradition, Lucifer: The Devil in the Middle Ages, e Mephistopheles: The Devil in the Modern World.
• Agostino Tommaselli, mwbokSpiriti maligni. Chi è il diavolo, qual è il suo potere, come si combatte, EDB, 2011
Voci correlate
• mwbo0Bafometto
• mwbo8Demone
• mwbpeDiavolo nel cristianesimo
• mwbpmGerarchia dei demoni
• mwbpuIl Diavolo (tarocchi)
• mwbpcInferno
• mwbpkLucifero
• mwbpsMale
• mwbp0Numero della bestia
• mwbp8Patto col diavolo
• mwbqeSatana
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Collegamenti esterni
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• mwbq4(EN) Origin and Fate of Satan, su biblicaluniversalist.com.